Per alcuni genitori, la nuova situazione può innescare un disturbo ossessivo-compulsivo post-partum, ovvero un disturbo d’ansia che è associato a pensieri, immagini o impulsi violenti e inquietanti.

Le ossessioni aggressive e le ossessioni sessuali sono particolarmente comuni. In particolare, le prime possono comprendere la paura di causare danni intenzionali o accidentali al neonato.

Una madre può avere un pensiero o la preoccupazione di fare qualcosa di sbagliato che causi un danno al bambino, questo è normale soprattutto nei primi mesi, ma se questi pensieri vengono giudicati come reali inizia la spirale del Doc: «Perché ho questo pensiero? Potrei far del male al mio bambino? Se perdo il controllo e dovessi davvero buttare il mio bambino dalla finestra? Le brave madri non dovrebbero avere pensieri come questo”.

Un altro comune sintomo di disturbo ossessivo post-partum è la preoccupazione che qualcosa possa capitare qualcosa di brutto al figlio. L’idea di fondo è: “Sono responsabile di tutto ciò che accade al bambino. Devo avere tutto sotto controllo”. In risposta a queste idee,  il genitore può mettere in atto numerosi controlli per assicurarsi che il bambino stia bene in modo compulsivo.

Un terzo sintomo comune del disturbo ossessivo-compulsivo post-partum è la presenza di pensieri sessuali indesiderati sul proprio figlio. Questi si verificano solitamente durante il cambio del pannolino o durante il bagnetto e possono consistere in pensieri (es. “Se lo tocco il mio bambino in modo inopportuno? E se mi eccito?”), o immagini sessuali che coinvolgono il bambino o impulsi ad agire in modo sessualmente inadeguato. Un padre con questo tipo di ossessioni, ad esempio, potrebbe pensare di essere un pedofilo o un depravato. In risposta a tali pensieri indesiderati, il padre evita il bambino o evita il contatto fisico con il bambino

I genitori con disturbo ossessivo-compulsivo post-partum non hanno alcun desiderio o intenzione di nuocere al piccolo, è  la comparsa di un pensiero minaccioso che li porta a mettere in discussione le proprie intenzioni, la propria buona fede o la propria capacità a svolgere il ruolo di genitore.

Come per tutte le forme di disturbo ossessivo-compulsivo, anche questo tipo di disturbo comprende rituali e comportamenti di evitamento in risposta alle ossessioni, quali ad esempio comportamenti di controllo, comportamenti di lavaggio, di evitamento situazionale e rituali mentali. Questi comportamenti mantengono i sintomi del disturbo, perché impediscono la disconferma delle credenze errate correlate alle ossessioni stesse.

Tutti conoscono la depressione post-partum, mentre pochi sanno cosa sia il disturbo ossessivo post-partum, che però colpisce circa il 2,6 % delle madri. I sintomi di questo disturbo possono risultare così spaventosi che pochi genitori riescono ad esprimersi chiaramente riguardo a quello che stanno vivendo senza vergogna o paura.

La realtà è che, proprio come le altre forme di disturbo ossessivo-compulsivo, anche quello post-partum è curabile. Il trattamento di prima scelta è la terapia cognitivo-comportamentale, che prevede tecniche progettate espressamente per i sintomi di questo tipo.

I pensieri più comuni nel DOC post-partum sono:

  • Paura di agire seguendo un impulso indesiderato e ferire o uccidere il proprio bambino.
  • Paura di picchiare a morte il proprio bambino.
  • Paura di soffocare il bambino.
  • Paura di scuotere il bambino a morte.
  • Timore che si possa perdere il controllo e annegare il bambino durante il bagnetto.
  • Timore che si possa segretamente desiderare di molestare il bambino.
  • Paura di toccare sessualmente il proprio bambino.
  • Paura di essere sessualmente attratti dal proprio bambino.
  • Timore che la propria irresponsabilità porterà alla morte del bambino.
  • Paura di avvelenare accidentalmente il proprio bambino per non aver pulito correttamente il biberon o i giochi.
  • Paura di esporre accidentalmente il bambino a sostanze chimiche (ad esempio , i prodotti per la pulizia).
  • Paura che se non si controlla abbastanza il proprio bambino, questo possa improvvisamente morire (ad esempio per SIDS)
  • Paura di soffocare il figlio

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