L’anoressia nervosa si distingue dagli altri disturbi dell’alimentazione perché chi ne soffre pesa pericolosamente poco e non mangia, ha una paura molto forte di ingrassare, non è capace di capire la gravità della situazione, si continua a vedere grassa e brutta, digiuna, fa molto esercizio fisico, usa lassativi e si induce il vomito. Chi ne soffre vede il proprio corpo come un nemico da combattere, ignora i segnali che il corpo manda loro (es amenorrea).

Vi sono due forme per l’anoressia nervosa: anoressia restrittiva con perdita di peso dovuta solo a digiuno e attività fisica, anoressia con bulimia quando la perdita di peso si accompagna a vomito, lassativi e purghe. L’anoressia nervosa compare maggiormente nelle donne e durante l’età dell’adolescenza. La patologia porta drammaticamente spesso alla morte con il triplo delle possibilità rispetto le atre psicopatologie.

Può capitare che queste persone siano molto interessate al cibo e alla cucina, e sono solitamente preoccupate dal peso e dalla forma corporea. Spesso hanno un’intensa paura di acquistare peso o di diventare grassi, anche quando sono notevolmente sottopeso. Queste persone sono spesso depresse o con un tono dell’umore basso, salvo poi andare in ansia quando si presentano situazioni che riguardano il cibo e il dover mangiare (per esempio, possono passare le giornate a preoccuparsi di quali e quanti alimenti mangiare ai pasti o evitare di mangiare con altre persone). Spesso queste persone presentano anche delle difficoltà nel relazionarsi con gli altri. L’autostima è solitamente bassa, e desiderano raggiungere la perfezione in tutto ciò che fanno.

La terapia sistemico-familiare è la più indicata per l’anoressia nervosa, viene ascoltato ogni componente della famiglia e vengono discussi i rapporti personali di tutti. La famiglia è un sistema di relazioni in cui la paziente anoressica si ammala e non riesce a guarire.

La terapia cognitivo-comportamentale porta una guarigione completa anche quando l’anoressia nervosa dura da più di sette anni.  Aiuta il paziente a riprendere peso, a cambiare i pensieri che creano disagio e vergogna, a mettere in pratica le strategie apprese nella vita quotidiana.