Nella relazione genitore-bambino l’adulto rappresenta la figura di attaccamento primaria, cioè la persona che protegge e/o conforta il bambino quando è sofferente.

L’attaccamento può essere definito come il contributo che ciascun bambino apporta al proprio benessere.

Tra i sei e i nove mesi di vita, il bambino sviluppa un attaccamento specifico per la persona che lo accudisce. Più questa relazione di attaccamento aumenta, più il bambino inizia a diffidare dagli estranei. Già verso i 3 mesi i bambini iniziano a costruire delle strategie per suscitare la miglior cura possibile da parte delle loro specifiche figure genitoriali.

Le risposte che i genitori dei lattanti dovrebbero essere in grado di fornire ai loro bambini per aumentare la condizione di benessere psicofisico, devono prevedere:

  • la capacità di trasformare la sofferenza del lattante in benessere;
  • la capacità di non far aumentare la sofferenza del lattante (per esempio non rispondendo ai bisogni del bambino o fornendo delle risposte che risultano essere incongrue rispetto al bisogno espresso dal lattante).

Nella prima infanzia, (fino ai 3 anni del bambino), prevalgono le dimensioni relazionali di affetto e contatto fisico tra il bambino stesso e i propri genitori. Il genitore assume qui un ruolo protettivo, mentre il corpo diventa uno strumento di comunicazione sociale per entrare in relazione con altre persone. Man mano che il bambino cresce, si scopre “bambino e/o bambina”, apprende cioè quali sono le differenze e somiglianze anche attraverso la scoperta del corpo e degli organi genitali.

E’ importante che ai bambini venga insegnato che il loro corpo è il loro, e che si spieghi il concetto di privacy.

Dai 5 agli 8 anni i bambini possono capire le preferenze sessuali delle persone e andrebbero fornite loro le conoscenze di base sulla nudità e il rispetto per gli altri all’interno delle relazioni sociali.

Nella fase della pubertà si definisce l’identità sessuale e in questo momento andrebbero spiegate le differenze tra una buona relazione sentimentale ed una non funzionale. In questa fase i ragazzi dovrebbero essere aiutati a capire se gli argomenti sessuali di cui i mass media parlano  sono reali o meno, positivi o negativi per la crescita personale. I teenager sono solitamente delle persone molto discrete e private. Se I loro genitori hanno parlato con loro, fin da bambini, di sesso, questo incrementerà l’opportunità che essi si approcceranno con i genitori quando avranno dei dubbi in merito.

A tal proposito, l’educazione sessuale con i propri figli è molto più efficace se viene costruita gradualmente negli anni.

Le conversazioni sulla sessualità, appropriate all’età dei bambini, possono rientrare nella quotidianità della vita e non devono rappresentare un’eccezione. Parlare di sesso, sessualità e affettività rende i bambini sicuri di se stessi e delle proprie relazioni e li rende più aperti e disponibili nei confronti dei genitori.

 

Articolo scritto dalla Dott.ssa Roberta Bassani