Aspettiamo l’estate per mesi, convinti che basti interrompere la routine per sentirci finalmente meglio. Eppure, non è raro tornare dalle ferie con la sensazione di essere ancora stanchi o addirittura più affaticati di prima.

In realtà, capita molto più spesso di quanto si possa pensare. Il benessere, infatti, non dipende soltanto dal numero di giorni lontani dal lavoro o dagli impegni quotidiani. Riposare è un’esperienza molto più complessa, che coinvolge la mente tanto quanto il corpo.

Il mito dell’estate perfetta

Tra le persone che si godono al massimo i mesi estivi e i social media che si riempiono solo dei momenti più belli e memorabili, diventa sempre più facile credere che le vacanze debbano per forza coincidere con la felicità

Ma proprio questa aspettativa può diventare pesante. C’è chi sente di dover approfittare di ogni giorno, di organizzare qualcosa di speciale, vivere esperienze uniche, vedere tutti, partire, divertirsi e magari tornare a settembre con la sensazione di essersi davvero ricaricati. Quando poi le cose non vanno così, si inizia a provare delusione, insoddisfazione o addirittura un senso di colpa.

Le vacanze, però, non azzerano quello che portiamo con noi, non cancellano automaticamente la stanchezza, le preoccupazioni o il malessere che ci accompagnano. Ecco quindi che può succedere di arrivare in ferie e scoprire che, almeno all’inizio, non basta fermarsi per sentirsi davvero diversi.

Quando i dubbi e i problemi partono con noi in vacanza

Ma perché in vacanza ci si sente stanchi? 

Durante l’anno siamo immersi nella routine, nelle scadenze e nelle responsabilità. Il lavoro, la famiglia e gli impegni quotidiani occupano gran parte del nostro tempo e della nostra attenzione.

Quando questi stimoli si riducono improvvisamente la mente trova più spazio per rivolgersi verso l’interno. Pensieri rimandati per mesi, preoccupazioni, dubbi o emozioni che sembravano sotto controllo possono riaffiorare proprio quando finalmente ci fermiamo. 

Questo non vuol dire che le vacanze ci facciano stare peggio. Semplicemente significa che il silenzio e il tempo libero rendono più visibile ciò che durante l’anno restava sullo sfondo.

Ecco quindi che per alcune persone questo può tradursi in una maggiore irrequietezza, nella sensazione di non riuscire a rilassarsi o nel bisogno di riempire continuamente le giornate pur di non restare soli con i propri pensieri.

Quando le vacanze degli altri sembrano migliori

Anche in vacanza, spesso senza accorgercene, finiamo per paragonarci con gli altri

Il confronto può nascere da ciò che vediamo intorno a noi: chi sembra divertirsi di più, chi riesce a rilassarsi davvero, chi vive le ferie con leggerezza mentre noi facciamo fatica a sentirci sereni.

Ma tutto ciò tende ad aumentare l’insoddisfazione e a rendere più difficile godersi l’esperienza presente. Il risultato è che il tempo libero, invece di alleggerirci, può diventare un’occasione in cui sentiamo ancora più forte il peso delle aspettative.

Il punto, però, non è vivere vacanze perfette, ma concedersi il diritto di viverle come vengono, con giornate lente, imprevisti, momenti belli e altri meno. Perché il tempo libero non ha bisogno di essere straordinario per avere valore. A volte è proprio nella sua semplicità che può diventare davvero efficace. 

La difficoltà di staccare davvero dal ruolo quotidiano

Oltre al confronto con gli altri, un altro ostacolo al riposo è la difficoltà di staccare dalla quotidianità. 

Molte persone continuano a pensare alle responsabilità che le attendono al rientro, rispondono ai messaggi di lavoro o fanno fatica a uscire dal ruolo del genitore che organizza sempre tutto.

Ma staccare davvero significa concedersi, almeno per qualche momento, la possibilità di non essere sempre produttivi, disponibili o performanti. Per molti questo concetto potrebbe essere semplice, ma per altri richiede un vero allenamento.

Il riposo è anche un’esperienza mentale, non solo fisica

Siamo abituati a pensare al riposo come alla semplice assenza di attività da fare. In realtà, anche quando abbiamo tanto tempo libero possiamo sentirci non completamente riposati. Questo deriva dal fatto che il riposo è anche una questione mentale

Quando non abbiamo nulla a cui pensare, quando abbassiamo il livello di allerta, quando ci concediamo esperienze che ci fanno sentire presenti, il nostro corpo è veramente in modalità riposo

Se, al contrario, la mente continua a correre, a organizzare, a preoccuparsi o a confrontarsi con ciò che dovrebbe essere fatto, il tempo libero rischia di non trasformarsi in un vero recupero. Per questo può accadere di tornare dalle vacanze con la sensazione di non essersi davvero fermati.

Se questo è il caso, non significa che stai sbagliando qualcosa. A volte la stanchezza che ci accompagna non è solo fisica, ma anche emotiva. Imparare ad ascoltare i dubbi, i bisogni o le fatiche è il primo passo per prendersi davvero cura del proprio benessere

E se senti che la stanchezza, l’ansia o il senso di affaticamento persistono anche dopo un periodo di riposo, può essere utile concedersi uno spazio di confronto con un professionista.

Contattaci ora, insieme potremo individuare il percorso più adatto alle tue esigenze!

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