Cosa rende i bambini desiderosi di imparare? Secondo diversi studi la forza nascosta che stimola l’apprendimento è la gioia di esplorare, che attiva il pensiero critico e il ragionamento. Questa capacità non è nient’altro che la curiosità, e lo riconosciamo nei bambini quando li vediamo esplorare il loro ambiente, leggere libri, porre domande, ricercare significati e nuove esperienze di apprendimento.

La curiosità potenzia quindi l’apprendimento. Bambini curiosi spesso trascorrono molto tempo a leggere e ad acquisire conoscenze in quanto percepiscono un divario tra ciò che sanno e ciò che vorrebbero sapere, a prescindere dal voler raggiungere risultati immediati o buoni voti.

Diverse ricerche suggeriscono che i ragazzi curiosi hanno una vita ricca e una miglior carriera lavorativa: la curiosità intellettuale avrebbe infatti lo stesso effetto del duro lavoro, sulle prestazioni. È emerso inoltre come le persone che si erano mostrate interessate e curiose ad un argomento, hanno poi conservato quanto appreso per lunghi periodi di tempo e come la curiosità sia correlata ad una vasta gamma di importanti comportamenti adattivi, quali la tolleranza di ansia e di incertezza, le emozioni positive, l’umorismo e l’atteggiamento non criticante.

Ma come stimolare la curiosità di un ragazzo? Ecco alcuni modi:

1. Valorizzare la curiosità.

Spesso la tentazione è di premiare gli studenti quando la curiosità porta a un risultato desiderato o un buon voto, ma è più importante notare e rafforzare la curiosità quando la si vede in azione, rinforzando per esempio gli studenti quando pongono domande.

2. Insegnare agli studenti come fare domande “di qualità”.

Domande “di qualità” sono uno strumento vitale per la curiosità. Internet ci permette di trovare molte risposte, ma non stimola la formazione di domande. Buone domande contengono “perché?”, “che cosa?” e “come?”.

3. Diffondere la curiosità.

La curiosità è contagiosa: sarebbe quindi opportuno creare opportunità di lavoro di gruppo per gli studenti al fine di coinvolgere anche i ragazzi meno curiosi.

4. Tenersi aggiornati.

Le notizie d’attualità possono portare gli studenti a porre domande propositive che aiutano a portare alla luce per esempio ciò che è sotto la superficie dei problemi della società.

5. Insegnare agli studenti ad essere scettici.

Il termine scettico deriva dal greco skeptikos che significa “osservare, esaminare”. Una persona scettica richiede ulteriori prove prima di accettare affermazioni di qualcuno come vere. È disposto a sfidare lo status quo con mentalità aperta e attraverso una sana discussione.

Del resto, come diceva R. Kipling:

“Io possiedo sei onesti servitori: mi hanno insegnato tutto quello che sapevo.

I loro nomi sono Cosa e Dove e Quando e Come e Perché e Chi”.

Dr.ssa Roberta Menotti