COSA SONO LE MALATTIE CRONICHE? COME CI SI ADATTA?

Vengono definite malattie croniche le patologie che accompagnano la persona nel corso di tutta la vita. Le malattie croniche possono differire notevolmente tra loro sia per quanto riguarda le cause, gli organi interessati, il decorso o la sintomatologia. Tra le più diffuse o conosciute si possono menzionare per es. il diabete, l’artrosi/artrite, l’asma, la celiachia, le patologie tiroidee, la sclerosi multipla etc. Pur trattandosi di condizioni mediche profondamente diverse tra loro, vi sono alcuni aspetti che tendono ad accomunarle:

– la presenza di una sintomatologia che tende a perdurare nel tempo (pur riconoscendo a volte periodi di remissione ovvero assenza totale o quasi dei sintomi)

– la necessità, da parte della persona che ne è affetta di adattarsi ad un nuovo stato, fisico e psicologico, che la malattia comporta.

Esistono infatti per numerose malattie croniche terapie mirate al rallentamento del decorso o alla riduzione della sintomatologia ma non esiste, ad oggi, una medicina in grado di curare definitivamente la patologia.

Risulta pertanto importante per la persona che ne è affetta, gestire i cambiamenti fisici che talvolta la malattia propone, adottare nuovi stili di vita nonché integrare la malattia nella propria identità al fine di raggiungere un miglior benessere personale.

Un buon adattamento alla malattia, da un punto di vista psicologico, comporta innanzitutto il riconoscimento e l’elaborazione dei vissuti di rabbia, tristezza o paura che spesso accompagnano la nuova diagnosi. Si tratta di reazioni assolutamente comuni e normali che meritano tuttavia una adeguata attenzione affinché rappresentino emozioni transitorie e non si strutturino come uno stato affettivo permanente e duraturo.

Un altro passo importante è saper riconoscere i limiti che talvolta la malattia impone e  ridefinire alcuni aspetti della propria identità personale per evitare inutili e estenuanti sfide contro se stessi al fine di rincorrere e ricalcare l’immagine di sé, prima della diagnosi.

Tale aspetto risulta particolarmente evidente quando la malattia cronica si presenta improvvisamente nel corso di una vita fino ad allora considerata “sana”  facendo vacillare il senso di “certezza” che fino a quel momento aveva accompagnato il percorso di crescita personale. La sensazione è di una profonda rottura tra il cosiddetto “prima” e il “dopo” con la tendenza a focalizzarsi esclusivamente su tutti quegli aspetti negativi che la malattia ha comportato ed in particolar modo su tutti quei progetti o attività che la nuova condizione di salute non permette più di svolgere.

A tale proposito è importante sottolineare che la costruzione dell’identità personale è un processo in continua evoluzione, dura tutta la vita e ci permette, pur mantenendo un senso di sé stabile, di operare delle modificazioni in relazione alle esperienze vissute nel corso della propria esistenza.

Risulta pertanto importante riflettere sugli obiettivi che fino al momento della diagnosi avevano accompagnato la propria vita e se necessario operare su di essi dei piccoli “aggiustamenti” .

Infine, ma non di minor rilevanza, è doveroso ricordare che l’adattamento alla malattia cronica è un obiettivo che spesso coinvolge l’intero contesto famigliare e sociale e non il singolo individuo. Infatti in misura diversa, a seconda delle malattie, la famiglia potrebbe trovarsi a dover modificare alcune abitudini, convogliare risorse, apportare sostegno (fisico o psicologico), o in alcuni casi dover transitoriamente o meno modificare alcuni ruoli. La famiglia rappresenta spesso il contenitore nel quale le paure, la rabbia e la tristezza vengono riversate.

 

Articolo scritto dalla Dott.ssa Paola Grossi.