In molte relazioni affettive il problema non è la mancanza di dialogo, ma la sensazione di non sentirsi compresi. Quando si discute si tende a dire frasi che non sempre sono vere, si incolpa l’altro perché non ci si sente capiti o sentiti e nel lungo termine tutto ciò va a influenzare in maniera negativa la relazione.
Differenza tra comunicare e connettersi
Partiamo innanzitutto da una differenza molto importante:
- comunicare riguarda lo scambio di informazioni;
- connettersi ha a che fare con lo scambio emotivo.
Il problema è che nelle relazioni intime tendiamo spesso a confondere questi due livelli. Quando si ha una discussione, si tende a pensare che basta semplicemente focalizzarsi sulle parole, su ciò che viene detto, dimenticandosi dell’importanza del tono di voce e dell’emozione trasmessa.
Quando siamo coinvolti emotivamente, infatti, il nostro sistema di difesa si attiva rapidamente. In quei momenti non cerchiamo soluzioni, ma sicurezza emotiva. Vogliamo essere visti, riconosciuti e soprattutto capiti. Se questo bisogno poi non viene soddisfatto, le parole passano in secondo piano e la comunicazione si blocca.
Gli errori più comuni nelle discussioni
Durante i conflitti di coppia emergono dinamiche ricorrenti che, invece di chiarire, aumentano la frustrazione e la distanza.
- La critica è uno degli errori più frequenti. Quando ci si sente stressati o arrabbiati, si tende a generalizzare i comportamenti dell’altra persona, ad accusarla di determinate azioni. Più che andare ad attaccare i suoi atteggiamenti, si va a toccare la sua identità, il che attiva difese immediate e rende difficile qualsiasi ascolto.
- La chiusura è un’altra risposta comune. Ogni persona ha il suo modo di gestire un litigio, un problema, una discussione. Alcuni si chiudono in sé stessi, preferendo un attimo di silenzio per riflettere su cosa dire ed evitare di agire d’impulso. Per coloro però che preferiscono risolvere subito, questo atteggiamento può essere sinonimo di disinteresse, il che alimenta ancora di più la rabbia e la frustrazione.
- La difensività, infine, è quella che porta a giustificarsi, contrastare o minimizzare i sentimenti dell’altro. Quando si discute, però, è importante tenere in considerazione anche il punto di vista dell’altra persona, cercare di capire le sue emozioni anche se ai nostri occhi possono sembrare poco corrette.
Come validare le emozioni dell’altro
Molte discussioni di coppia non riguardano ciò di cui si parla in superficie, ma ciò che si nasconde più in profondità.
È proprio per questo che quando le emozioni non vengono riconosciute, il conflitto si ripete anche cambiando argomento o situazione.
In questi momenti è utile ricordarsi che validare non significa essere d’accordo o rinunciare al proprio punto di vista, ma vuol dire riconoscere le emozioni dell’altro come qualcosa di reale e legittimo.
Trasmettere un senso di comprensione e di empatia rende più leggero il confronto e facilita la risoluzione del problema. Ma tutto ciò non si può fare senza l’ascolto attivo, la presenza, la capacità di smettere di voler aver ragione. Si tratta di un passaggio apparentemente semplice, ma complesso nella pratica, perché va a toccare le nostre vulnerabilità.
Quando può essere utile una terapia di coppia
Ci sono situazioni in cui, nonostante l’impegno, la comunicazione rimane bloccata. Le discussioni diventano sempre più frequenti o sempre più silenziose e il senso di distanza cresce.
La terapia di coppia può essere utile quando il conflitto sembra ripetersi senza soluzione, quando uno o entrambi i partner si sentono non visti, quando la comunicazione è diventata fonte di sofferenza anziché di connessione oppure quando si tratta magari di una relazione a distanza.
Il lavoro terapeutico offre uno spazio neutro in cui rallentare, dare voce alle emozioni e comprendere le dinamiche della relazione. Non si tratta di stabilire chi ha ragione, ma di aiutare la coppia a ritrovare un modo più autentico e sicuro di stare insieme.
Se senti che la comunicazione nella tua relazione è diventata fonte di fatica o distanza, contattaci!