L’infiammazione è una delle risposte del corpo allo stress. Le risposte infiammatorie del corpo svolgono un ruolo centrale nello sviluppo e nella persistenza di molte malattie, sia fisiche che psicologiche e possono portare a ​​dolori cronici debilitanti. Ridurre le risposte di “attacco o fuga” del sistema nervoso simpatico e ridurre i marcatori biologici per lo stress, può anche diminuire le infiammazioni del corpo.

Sono sempre più numerose le evidenze scientifiche sul ruolo del Nervo Vago nel il miglioramento del “tono vagale” per la riduzione dello stress e dell’infiammazione.

Cos’è il nervo vago?

Il nervo vago è così chiamato perché ha molteplici ramificazioni che si differenziano da due steli radicati nel cervelletto e nel sistema cerebrale, e si irradiano, vagando, fino alla parte inferiore dell’addome: toccando il cuore e la maggior parte degli organi interni principali lungo il suo percorso.

Il nervo vago è collegato al sistema nervoso parasimpatico, che stimola la quiete, il rilassamento, il riposo, la digestione e l’immagazzinamento di energia. Nel 1921 Otto Loewi scoprì che la stimolazione del nervo vago provoca una riduzione della frequenza cardiaca, innescando il rilascio dell’acetilcolina, che è un tranquillante che si può produrre nel corpo semplicemente respirando profondamente.

Come stimolare il nervo vago?

Il tono vagale è indicato da un leggero aumento della frequenza cardiaca quando si inspira e una diminuzione della frequenza cardiaca nell’espirazione. La respirazione diaframmatica profonda, con un’esalazione lunga e lenta, è la chiave per stimolare il nervo vago, rallentare la frequenza cardiaca e la pressione sanguigna, soprattutto in momenti di ansia o elevate prestazioni.

L’utilizzo di tecniche di rilassamento o di strumenti come il Biofeedback o il Biofeedback HRV, permettono di aumentare l’attività del nervo vago e la sensazione di benessere. L’azione del respiro consapevole attiva il nervo vago e può creare uno stato di calma interiore, mentre si rallenta il riflesso infiammatorio.

Il tono vagale si può stabilire anche attraverso strumenti di misurazione come l’Heart Rate Variability, ovvero l’Indice di Variabilità Cardiaca, che misura la capacità del tono vagale di ridurre l’attività del sistema nervoso autonomo, in caso sia eccessivo e/o prolungato nel tempo, in condizioni di stress. Un indice di tono vagale più alto è legato al benessere fisico e psicologico. Al contrario, un basso indice di tono vagale è associato ad infiammazione, depressione, ansia cronica, stati d’animo negativi, attacchi cardiaci e ictus.

Conferme scientifiche

Uno studio del 2010: “How Positive Emotions Build Physical Health: Perceived Positive Social Connections Account for the Upward Spiral Between Positive Emotions and Vagal Tone”, è stato pubblicato in Psychological Science. In questa ricerca hanno scoperto che un indice alto di tono vagale faceva parte di un ciclo sano di feedback tra emozioni positive, salute fisica e relazioni sociali positive.

Studi clinici e sperimentali indicano che lo stress e la depressione sono associati all’elevata regolazione del sistema immunitario, compreso l’aumento della produzione di citochine infiammatorie, segnale che il nervo vago ha una bassa attività.

Nel 2016, un team internazionale di ricercatori ha condotto uno studio clinico: “Vagus Nerve Stimulation Inhibits Cytokine Production and Attenuates Disease Severity in Rheumatoid Arthritis” che dimostra come la stimolazione del nervo vago con un piccolo dispositivo impiantato, riduca notevolmente l’infiammazione e migliori risultati per i pazienti con artrite reumatoide, inibendo la produzione di citochine infiammatorie che aumentano il dolore. Anche se questo studio si è concentrato sull’artrite reumatoide, i risultati del processo potranno avere implicazioni per i pazienti affetti da altre malattie infiammatorie, inclusi Parkinson, Morbo di Crohn e Alzheimer.

Gli studi confermano la stimolazione vagale come una nuova frontiera della salute e del benessere, che si può ottenere in modo consapevole mediante tecniche non farmacologiche, alla portata di tutti e prive di effetti collaterali come la meditazione, il respiro consapevole, il rilassamento, il biofeedback.

Articolo a cura della dr.ssa Nicole Anna Adami