L’inizio di un nuovo anno rappresenta un carico simbolico importante, una sorta di linea netta da tracciare tra ciò che siamo stati prima e ciò che dovremmo diventare dopo. È un momento che viene solitamente riempito di aspettative, bilanci, promesse e buoni propositi.
Ecco quindi che questo passaggio, anziché generare motivazione e speranza, può provocare ansia da prestazione, senso di inadeguatezza e un continuo confronto con modelli irrealistici. E il rischio è di rientrare dalle ferie e iniziare l’anno con la sensazione di essere già in ritardo.
Perché l’anno nuovo amplifica aspettative irrealistiche
L’ansia che spesso accompagna l’inizio di un nuovo anno non è solo una questione individuale, ma il riflesso del contesto culturale e sociale in cui viviamo. Questo periodo dell’anno viene vissuto come un punto di svolta necessario, un momento in cui bisognerebbe fare di più, essere di più, diventare una versione migliore di sé stessi.
Il mondo digitale, e in particolare i social media, rafforzano ulteriormente questa visione, mostrando obiettivi ambiziosi, successi importanti, trasformazioni rapide e percorsi di crescita privi di difficoltà. Tutto sembra possibile, immediato e perfettamente sotto controllo.
Il problema è che queste aspettative non tengono conto della complessità dei reali percorsi di cambiamento. Cambiare, infatti, richiede tempo, tentativi, errori e rallentamenti. E quando il nuovo anno viene vissuto come una prova da superare, anziché come una continuità, si attiva una tensione interna tra ciò che si è e ciò che si pensa di dover essere. Ed è proprio qui che inizia il bisogno del perfezionismo, l’autocritica e l’ansia da prestazione.
Come uscire dalla logica del “devo migliorarmi” a tutti i costi
La spinta al miglioramento non è di per sé negativa. Diventa problematica quando è accompagnata dal rifiuto di ciò che si è, più che da un autentico desiderio di crescita. Infatti, per molte persone pensare a cosa dovrebbero fare o a come dovrebbero diventare implica un giudizio costante, una convinzione di non essere abbastanza.
Uscire da questa logica richiede, quindi, un cambio di prospettiva. A volte è necessario staccare la spina e chiedersi non solo che cosa si vuole ottenere, ma perché quel cambiamento è importante, a quale bisogno risponde, come lo si può raggiungere, quali sono le difficoltà da superare.
Questo tipo di riflessione permette di trasformare l’obiettivo da imposizione esterna a scelta consapevole, riducendo la pressione e aumentando la possibilità di costruire un cambiamento autentico e sostenibile.
Strumenti psicologici per obiettivi realistici e sostenibili
Uno degli strumenti più efficaci per ridurre l’ansia da prestazione è la definizione di obiettivi concreti, misurabili e soprattutto flessibili. Un obiettivo efficace, infatti, non è rigido, ma può essere rivisto e adattato durante il percorso, senza che questo venga vissuto come un fallimento.
Più nello specifico, è utile:
- distinguere tra processo e risultato, concentrandosi su azioni quotidiane che si possono fare piuttosto che solo sull’obiettivo finale;
- considerare le risorse reali disponibili, come tempo, energia, contesto, condizioni economiche ecc.;
- accettare che la motivazione non è costante e che i momenti di rallentamento, dubbio o stanchezza fanno parte del percorso.
Self-compassion invece dell’autocritica
Oltre agli obiettivi concreti e flessibili, uno dei rimedi più potenti all’ansia da prestazione è la self-compassion, ovvero la capacità di trattarsi con la stessa comprensione che si dedicherebbe a una persona cara.
A differenza dell’autostima, che spesso dipende dai risultati, la self-compassion si basa sull’accettazione della propria imperfezione e dei propri limiti. Questo non significa essere meno motivati, ma, al contrario, più resilienti, perché si è in grado di riprendersi dopo una sfida e di continuare il proprio percorso, senza perdersi nell’autocritica.
In conclusione, affrontare l’anno nuovo senza ansia e stress significa porsi degli obiettivi concreti, riconoscere i propri tempi e accettare che il cambiamento non è qualcosa di improvviso, ma un percorso.
Trasformare questo periodo in un’opportunità per prendersi cura di sé stessi permette, quindi, di vivere il nuovo anno non come una sfida da vincere, ma come uno spazio di possibilità, continuità e consapevolezza.
Se durante il percorso senti pressione, ansia o senso di inadeguatezza, il CentroMoses è qui per accompagnarti nello sviluppo del tuo benessere.
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