Molte persone con un livello alto di perfezionismo credono che se qualcosa è buono, possa diventare migliore. Soprattutto nel lavoro, ma non solo, per molti la fede nel motto “più è meglio” risulta spesso vera.

Quando il motto “più è meglio” paga, lo fa di solito grazie al duro lavoro e alla perseveranza. Questo è uno dei motivi per cui eccellere – e il desiderio di eccellere – non riesce e non può cambiare. Un perfezionista è sempre alla ricerca del “più”, continuerà ad alzare l’asticella, ad aumentare le ore impiegate per svolgere le attività lavorative, sperimentando di frequente insoddisfazione e frustrazione.

In realtà, le ricerche mostrano che la quantità di tempo impiegato nel fare qualcosa non è importante quanto la qualità del tempo. Quando si indaga il modo con cui le persone diventano esperte di un’abilità, si scopre che il tempo che trascorrono ad imparare l’abilità deve essere collegato con la concentrazione attiva sulle proprie debolezze, al fine di migliorare le prestazioni complessive. Questo processo è chiamato “pratica intenzionale”.

La maggior parte delle persone che imparano qualcosa, invece, si concentrano su ciò che già sanno fare, e lo ripetono, perché si sentono maggiormente efficaci. Ma questo tipo di pura ripetizione – anche fatto per anni – non aiuta a diventare più abili. Fare la stessa cosa più volte non è meglio: approcciarsi strategicamente ad una abilità è meglio.

Quanto si deve lavorare su un progetto o su un compito, fino a che punto ci si può fidare di aver impiegato il tempo necessario per decidere che il risultato è buono? Di quante ore in più si hanno bisogno? E cosa succede alle altre responsabilità di lavoro e scadenze nel frattempo?

Cosa si può fare per gestire il perfezionismo?

Ponetevi le seguenti domande:

  • Fare strategie di definizione degli obiettivi ti incoraggia a lavorare più duramente e ti fa ottenere di più?
  • Ti senti soddisfatto quando raggiungi questi obiettivi? O ti ritrovi impantanato nella convinzione che “nulla è mai abbastanza buono”, continuando ad alzare la posta in gioco sempre più in alto fino a quando, inevitabilmente, non fallisci?
    Che cosa hai programmato di fare, e che cosa hai realmente realizzato?
  • Stai tentando di fare qualcosa al meglio e raggiungere uno standard fissato personalmente per sentirti bene, a posto, o soddisfatto? Perché? Per impressionare qualcuno? Per ottenere una promozione al lavoro? Se è così, ti accorgi di tali risultati?
  • Stai seguendo il Principio di Pareto? Dedichi l’80% della tua energia per attirare l’80% dell’attenzione di qualcuno sul tuo progetto. Questo è impossibile. E’ più utile focalizzare il tempo e le energie sui punti salienti di un progetto, anziché tormentarsi per ogni minimo dettaglio.

A cura della dr.ssa Nicole Adami

Articolo tratto da www.psychologytoday.com