Lo Stress è la reazione avversa alle eccessive pressioni da parte dell’ambiente. Esiste una netta differenza tra il concetto di pressione, che può anche essere uno stimolo motivante, e di stress, che è la risposta individuale alla pressione eccessiva.

Ogni persona è in relazione con l’ambiente e deve adattarsi continuamente a innumerevoli richieste esterne e cambiamenti. Lo stress è vitale, in quanto è la risposta, del tutto personale, alle sollecitazioni provenienti dalle diverse situazioni della vita. Ogni situazione stressante che colpisce una persona può provocare due reazioni, una positiva (Eustress), più facile da gestire, ed una negativa (Distress): in questo caso la persona avverte la necessità di impiegare doti superiori a quelle che ritiene di possedere, causando squilibri endocrini ed esaurimento delle energie.

La risposta allo stress dipende molto dalle capacità individuali di trovare dentro di sé le risorse necessarie a gestire le situazioni di emergenza. E’ importante ricordare che esiste, dunque, un’elevata predisposizione individuale sia nell’elaborazione cognitiva ed emotiva delle situazioni, che nella conseguente modalità di risposta.

La risposta allo stress, in particolare, si articola in tre fasi:

  1. Fase di allarme: nella quale l’organismo reagisce agli stressors e alle situazioni di emergenza (cambiamenti, lutti, traumi, aumento di responsabilità). Vi è una attivazione del Sistema Nervoso Simpatico ed a una ipersecrezione nel sangue adrenalina e/o noradrenalina.
  2. Fase di resistenza: caratterizzata dallo sforzo di resistere nella situazione che tende a non risolversi positivamente, creando uno squilibrio delle difese allertate precedentemente.
  3. Esaurimento funzionale: con il perdurare o l’intensificarsi degli agenti stressanti vengono meno le difese dell’individuo, e si verifica la tendenza a sviluppare uno stato disfunzionale sia fisico che mentale.Se una dose quotidiana di stress è inevitabile e normale, una richiesta dell’ambiente troppo intensa, reiterata o prolungata nel tempo, può invece determinare una “cronicizzazione” della risposta biologica dell’organismo allo stress.

Ciò che va evitato, dunque, è proprio lo stress intensivo e cronico, le situazioni di tensione che persistono non permettendo un cambiamento positivo per la persona. In caso di stress cronico possono manifestarsi patologie fisiche e psicologiche (disturbi d’ansia, depressione) come conseguenza di una riduzione delle difese dell’organismo, dell’iper-secrezione di ormoni dal surrene (cortisolo) e per alterazione dei processi infiammatori del corpo.

Lo stress può inoltre provocare l’aggravamento di eventuali condizioni patologiche già in atto nella persona, complicando il quadro clinico e la salute psicologica. Lo stress, quindi, va visto sia come una delle cause dell’insorgere di una patologia, che come uno dei fattori di aggravamento di problemi preesistenti.

Dr.ssa Nicole Anna Adami