Che cos’è il Disturbo da Binge Eating?
Il Disturbo da Binge Eating si caratterizza per abbuffate ricorrenti senza mettere in atto comportamenti di compenso (a differenza della bulimia).
Per diagnosi, nel DSM-5 le abbuffate si ripetono di solito almeno una volta a settimana per tre mesi e sono vissute con sensazione di perdita di controllo.
Durante un’abbuffata può capitare di:
- mangiare molto velocemente e senza vera fame;
- continuare fino a sentirsi spiacevolmente pieni;
- preferire di mangiare da soli per imbarazzo;
- sentirsi in colpa, tristi o irritabili dopo.
Dopo le abbuffate può comparire l’idea di “rimediare” con diete rigide o attività fisica intensa: questo tende a mantenere il problema.
Come capire se riguarda anche me?
Rifletti su queste domande:
- in poco tempo (es. ~2 ore) mangi molto più del normale e non riesci a fermarti?
- ti capita di mangiare più in fretta del solito o senza fame fino a sentirti troppo pieno/a?
- preferisci mangiare da solo/a per imbarazzo?
- dopo provi disgusto verso te stesso/a, tristezza o molta colpa?
- questi episodi accadono almeno una volta a settimana da tre mesi e ti causano disagio nella vita quotidiana?
Se ti riconosci, parlarne con un professionista è un primo passo importante.
Perché è difficile controllarlo?
Durante l’abbuffata la perdita di controllo può essere legata a bisogni emotivi difficili da gestire, a bassa autostima o a una visione “tutto o nulla”. A volte c’è poca consapevolezza delle emozioni: il cibo diventa un modo per colmare un vuoto o attenuare la sofferenza.
Come si cura il Disturbo da Binge Eating?
La Terapia Cognitivo-Comportamentale (spesso nella forma CBT-E) è tra i trattamenti di elezione. In pratica aiuta a:
- regolarizzare l’alimentazione (ritmi e qualità dei pasti);
- comprendere e modificare i meccanismi che mantengono le abbuffate;
- migliorare il rapporto con corpo, peso e immagine;
- gestire emozioni e impulsi con strategie concrete;
- pianificare la prevenzione delle ricadute.
Può essere utile affiancare una consulenza dietetico-nutrizionale per ristabilire un rapporto più sano e flessibile con il cibo.