L’attaccamento è una modalità innata di ricerca di vicinanza e protezione da parte del bambino nei confronti del genitore, che ha lo scopo di favorire la sopravvivenza e soddisfare il bisogno primario di sicurezza. L’attaccamento garantisce al bambino la “base sicura” di partenza, fondamentale per lo sviluppo di un adeguato senso di sé e di una capacità stabile di relazione con le altre persone.

L’attaccamento è considerato un modello relativamente stabile di relazione e di comportamento del bambino sia nei confronti delle figure di riferimento, sia nel modo di esplorare l’ambiente circostante.

I Disturbi dell’Attaccamento si rivelano nella difficoltà di gestire la vicinanza con i genitori, in particolare la madre. Nascono all’interno di relazioni patologiche tra il genitore e il bambino, oppure quando il bambino subisce maltrattamenti o in situazioni in cui le figure di riferimento mutano di continuo.

Il Disturbo Reattivo dell’Attaccamento si evidenzia quando il bambino non riesce a sviluppare un senso di sicurezza sufficientemente adeguato e può esprimersi in due modalità opposte di comportamento: il tipo inibito e il tipo disinibito.

Il bambino con un tipo di attaccamento inibito non è in grado di esplorare l’ambiente in modo adeguato alla sua età e non intraprende relazioni sociali. Ha difficoltà a ricevere attenzioni, come baci, carezze, coccole, fa resistenza ed evita ansiosamente le situazioni sociali.

Il bambino con un attaccamento disinibito, al contrario, mostra di non avere alcuna figura di riferimento specifica, ha atteggiamenti di eccessiva socializzazione e comportamenti di vicinanza ed intimità con estranei.

Nel caso di separazioni, lutto, affido, distacchi improvvisi dai genitori, il bambino può sviluppare un disturbo dell’attaccamento.