La morte di persone significative è sempre un evento emotivamente intenso e doloroso. Vivere un lutto significa affrontare il processo necessario per elaborare la perdita, in modo da riuscire a metabolizzarla ed integrarla in modo funzionale al nostro ciclo di vita. Siamo geneticamente predisposti all’elaborazione del lutto e al fronteggiamento delle separazioni/perdite, ma non è facile, soprattutto in una società che non offre tempi e spazi adeguati all’elaborazione del lutto, riuscire ad affrontare il dolore.

Le fasi di elaborazione del lutto servono infatti a restituire al dolore la sua entità e dignità, ad analizzare ed interrompere, dove necessario, i circoli viziosi e spesso malsani della sofferenza.

Le fasi di elaborazione suscitano e seguono i seguenti processi: shock, disorganizzazione, rifiuto e isolamento, aggressività, invidia, vergogna, negazione, ricerca, razionalizzazione, senso di colpa, depressione, identificazione, accettazione. Ognuno di noi in base all’età, alle proprie esperienze di vita e dell’ambiente familiare, culturale e sociale associa pensieri, emozioni e azioni diverse all’esperienza della perdita, che quindi suscitano reazioni soggettive.

Non sempre la persona è grado, da sola, di riuscire a far fronte alla perdita delle persone care. La mancata accettazione di una perdita significativa puo’ provocare disturbi e malattie somatiche, problemi psicologici come Depressione e Ansia, talvolta morte anticipata.

Lutto Infantile

Affrontare la morte è un processo lungo e complesso a qualsiasi età, ma lo è in particolar modo quando si è bambini. Il bambino ha bisogno di essere guidato con cura ed amore attraverso le diverse fasi di questa esperienza in quanto:

  • la perdita oltre a causare tristezza e infelicità può anche spaventarlo.
  • Il suo mondo non è più percepito sicuro come prima
  • le figure di riferimento primarie sono anch’esse coinvolte nella perdita
  • le reazioni sono simili a quelle degli adulti ma non hanno ancora la capacità cognitiva di comprenderle, quindi non vanno lasciati soli.

I sintomi che evidenziano un disagio marcato legato al lutto nei bambini sono:

  • pianto continuo e richiamo della persona perduta
  • rifiuto della consolazione
  • ritiro emotivo con letargia ed espressione triste, mancanza d’interesse per le attività proposte
  • disturbi del comportamento alimentare
  • problemi del sonno
  • regressioni o perdite di competenze fondamentali (es. perdita del controllo sfinterico, enuresi, uso di linguaggio infantile)
  • restringimento della gamma di affetti, distacco emotivo
  • perdita di memoria selettiva verso il genitore perduto o estrema sensibilità al ricordo della persona scomparsa.

E’ molto importante saper riconoscere questi segnali, per poter aiutare il bambino ad esprimere il suo dolore e rielaborare il lutto, integrandolo nel suo percorso di crescita.

Esistono inoltre altre situazioni della vita che pongono di fronte ad eventi luttuosi da un punto di vista mentale:

la nascita di un figlio disabile, la notizia di una malattia degenerativa in famiglia, la separazione, la scoperta della sterilità. In questi casi la persona deve rielaborare la perdita della possibilità di realizzare una propria aspirazione, o un ideale, deve fronteggiare le ansie, il dolore, le difficoltà conseguenti. Questi sono momenti di profonda incertezza e fragilità nella vita, che possono creare forti disagi psicologici spesso simili alle reazioni luttuose, e talvolta compromettere le relazioni familiari.

Cosa fare in caso di lutto?

Il sostegno psicologico può aiutare a trovare nuovi significati e nuove modalità per gestire e affrontare la vita quotidiana dopo un lutto.

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