Negli ultimi mesi, oltre 2.000 bambini migranti sono stati separati dalle loro famiglie al confine tra Stati Uniti e Messico.

Secondo il professore di psicologia di Stanford Ian H. Gotlib la separazione familiare è un ulteriore trauma oltre all’esperienza già negativa che queste persone hanno vissuto nei loro ambienti domestici e un lungo e difficile viaggio verso gli Stati Uniti. Anche dopo che le famiglie si sono riunite, l’incertezza che circonda la vita di questi genitori potrebbe esacerbare sentimenti di angoscia, disperazione, senso di colpa e depressione.Le ricerche di Gotlib mostrano come vivere uno stress precoce nella vita rappresenti un fattore di rischio significativo per depressione e comportamenti suicidari, oltre ad influenzare lo sviluppo del cervello. Da decenni di ricerche sappiamo che i bambini, e in particolare i bambini più piccoli, dipendono e hanno bisogno dei loro genitori per il loro benessere emotivo.Nel fornire una relazione di supporto e crescita, i genitori svolgono un ruolo fondamentale nel promuovere lo sviluppo sano dei loro figli, proteggendoli dalle conseguenze psicologiche di uno stress significativo e aiutandoli a regolare le loro emozioni.Per questo motivo la separazione dai genitori risulta un’esperienza traumatica.

Negli studi sui bambini istituzionalizzati per esempio, tale separazione è stata ritenuta in grado di interrompere il normale sviluppo infantile e di avere conseguenze negative a lungo termine per la loro salute psicologica e fisica.Lo stress precoce nella vita può avere conseguenze sia immediate che di lunga durata, in particolare quando è grave e cumulativo, come nel caso della separazione dai genitori in seguito a quelli che potrebbero essere anni di esperienze avverse nei loro ambienti domestici e un lungo, arduo viaggio negli Stati Uniti. Il professor Gotlib e i suoi collaboratori hanno dimostrato che in risposta a traumi ed esperienze avverse simili alla separazione dai genitori, i bambini secernono alti livelli di cortisolo, l’ormone dello stress. Questo elevato livello di cortisolo ha effetti negativi sulla struttura e sulla connettività cerebrale, rallenta la crescita neuronale, riduce i volumi di strutture cerebrali come l’ippocampo e colpisce le regioni cerebrali coinvolte nella regolazione emotiva.La ricerca ha inoltre dimostrato effetti avversi del trauma precoce sul funzionamento psicologico dei bambini: compresi tassi più elevati di depressione, ansia e comportamenti “esternalizzanti” (quali ansia, impulsività, etc).

Ovviamente, il ricongiungimento dei figli dei migranti con i loro genitori è un primo passo essenziale per mitigare gli effetti dello stress che hanno vissuto. La ricerca con bambini precedentemente istituzionalizzati indica infatti che i bambini possono riprendersi dagli effetti collaterali del trauma quando ritornano in un contesto familiare.E i genitori? Quali effetti psicologici ha la separazione familiare su di loro? La separazione può indurre angoscia, disperazione, senso di colpa e depressione nei genitori, interferendo negativamente con la possibilità di affrontare le avversità, essere resilienti, etc.

Inoltre, queste emozioni sono esacerbate, non solo dalla separazione di per sé, ma anche dall’incertezza che circonda la vita di questi genitori anche dopo che si sono riuniti con i loro figli.  Nella ricerca condotta dal professor Gotlib si è visto infatti come i bambini di questi genitori hanno tassi più alti di depressione e altre forme di comportamento disadattivo oltre a  difficoltà a riprendersi dagli stress e a regolare le loro emozioni in modo appropriato.

Articolo a cura della Dott.ssa Roberta Menotti

Articolo tratto da: https://neurosciencenews.com/separation-trauma-9456/