Uno studio condotto da Valentina Parma, ricercatrice presso la Scuola Internazionale di Studi Avanzati – SISSA di Trieste, e il Professor Umberto Castiello dell’Università di Padova, ha appena pubblicato su Scientific Reports, uno studio nel quale si mostra come la preferenza della mano è già ben definita alla 18 ° settimana di gestazione.

Analizzando le caratteristiche di diversi movimenti fetali, i ricercatori sono stati in grado di prevedere con precisione le preferenze motorie osservate negli stessi ragazzi e ragazze all’età di nove anni. La capacità predittiva del metodo utilizzato sembra essere un buon punto di partenza per il riconoscimento precoce di patologie caratterizzate da asimmetrie cerebrali, come depressione, schizofrenia e disturbi dello spettro autistico. Ci vogliono alcuni mesi perché un neonato sia in grado di afferrare un oggetto, alcuni anni per disegnare e poi scrivere, manifestando la possibile preferenza per l’uso di una mano o di altre parti del corpo. Eppure, uno studio appena pubblicato su Scientific Reports mostra che già nell’utero materno, la preferenza delle mani è ben definita e il sistema motorio è altamente sofisticato.

I ricercatori hanno studiato la cinematica fetale per predire il dominio manuale di 29 feti. Dopo nove anni hanno confrontato le loro previsioni con la preferenza mostrata dagli stessi ragazzi e ragazze ottenendo una precisione compresa tra 89% e 100% a seconda dei parametri utilizzati. In particolare, i ricercatori hanno analizzato i movimenti delle mani dei feti alla 14 °, 18 ° e 22 ° settimana di gestazione utilizzando una scansione a ultrasuoni 4D, visualizzando l’immagine tridimensionale in tempo reale e in movimento, in sessioni di 20 minuti. Studiarono tre tipi di movimenti: due di maggiore precisione, diretti agli occhi e alla bocca, e uno diretto alla parete uterina, come controllo. I risultati hanno dimostrato che a partire dalla 18a settimana i feti eseguono significativamente più rapidamente i movimenti che richiedono precisione con quella che diventerà la mano preferita.

Lo studio mostra l’elevato livello di maturazione e specializzazione del sistema motorio in utero. Ma non solo quello. L’accuratezza del metodo utilizzato in questo studio apre nuove prospettive per il suo utilizzo in ambito clinico. La preferenza della mano, infatti, è dovuta alla prevalenza di un emisfero cerebrale, quello controlaterale, sull’altro. Questa caratteristica è stata a volte associata a patologie che coinvolgono un’asimmetria cerebrale, come depressione, schizofrenia e disturbi dello spettro autistico. La cinematica fetale potrebbe essere utilizzata per identificare nuovi marcatori che consentirebbero di intervenire in una fase precoce e compensare eventuali problemi di sviluppo.

Articolo a cura della dott.ssa Roberta Menotti

Articolo tratto da http://neurosciencenews.com/