Secondo un recente studio, un’anormalità delle onde cerebrali accomunerebbe il morbo di Parkinson, il dolore neuropatico, l’acufene e la depressione, suggerendo un trattamento per tutte e quattro le condizioni mediche.  Il dott. Sven Vanneste, professore associato presso la School of Behavioral and Brain Sciences presso l’Università del Texas a Dallas, è uno degli autori della disritmia talamocorticale (TCD), una teoria che associa una “rottura” dell’attività cerebrale ai sintomi di una vasta gamma di disturbi neurologici.  Vanneste e i suoi colleghi hanno analizzato l’elettroencefalogramma (EEG) e i dati funzionali della mappatura cerebrale di oltre 500 persone e hanno registrato non solo una disritmia talamocorticale (TCD) negli individui che presentavano un particolare disturbo, ma anche un coinvolgimento differente di aree del cervello a seconda della malattia.

Le onde cerebrali sono le fluttuazioni ritmiche della tensione elettrica tra le parti del cervello. Le caratteristiche che definiscono la disritmia talamocorticale iniziano con una diminuzione della frequenza delle onde cerebrali – dalle onde alfa alle onde theta quando il soggetto è a riposo – nel talamo, una delle due regioni del cervello che trasmette impulsi sensoriali alla corteccia cerebrale.

Una proprietà chiave delle onde alfa è quella di indurre l’inibizione laterale talamica, il che significa che specifici neuroni possono calmare l’attività dei neuroni adiacenti, mentre le onde theta più lente non hanno questo effetto. Se la riduzione di frequenza dalle onde alfa a quelle theta è presente in ogni disturbo esaminato nello studio – Parkinson, dolore, tinnito e depressione – la posizione dell’anomalia indica quale disturbo si sta verificando.

L’autore spiega: “se è nella corteccia uditiva, sarà l’acufene; se è nella corteccia somatosensoriale, sarà dolore; se è nella corteccia motoria, potrebbe essere il morbo di Parkinson; se è in strati più profondi, potrebbe essere la depressione. In ogni caso, i dati mostrano esattamente la stessa variazione di lunghezza d’onda – questo è ciò che queste patologie hanno in comune.

Sono stati usati dati EEG di 541 soggetti: circa la metà erano soggetti sani di controllo, mentre i rimanenti erano pazienti con acufene, dolore cronico, morbo di Parkinson o depressione maggiore. Questo è il primo studio che ha unito diversi disturbi studiandone differenze e similitudini in termini di onde cerebrali. Con questi risultati in mano, il passo successivo potrebbe essere uno studio di trattamento basato sulla stimolazione del nervo vago – una terapia sperimentata da Vanneste e dai suoi colleghi presso il Texas Biomedical Device Center di UT Dallas – al fine di normalizzare nuovamente le onde cerebrali. Un altro studio di follow-up esaminerà invece una nuova gamma di malattie psichiatriche per vedere se possano essere  anch’esse legate alla disritmia talamocorticale – TCD.   ù

Articolo a cura della Dott.ssa Roberta Menotti

Articolo tratto da http://neurosciencenews.com/disparate-disorder-brainwave-9134/