I Disturbi d'Ansia

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CHE COSA SONO?

I disturbi d’ansia sono una categoria di disturbi specifici che hanno a che fare con la paura immotivata degli stimoli che arrivano dall’esterno (posti, persone, animali).

Le persone che ne soffrono tendono ad avere paura di cose particolari delle quali di solito non hanno paura gli altri e che loro stessi non temevano in passato, oppure hanno paura in modo esagerato di cose che normalmente tendono a metterci in allerta, ma non a spaventare tanto da scappare o evitare di entrarci in contatto.

Il Manuale Diagnostico cui fa riferimento il Ministero della Salute  (DSM IV tr) propone sei categorie principali: fobie, disturbo di panico, disturbo d'ansia generalizzato, disturbo ossessivo-compulsivo, disturbo post-traumatico da stress e disturbo acuto da stress.

Vediamone alcuni:

L’ANSIA GENERALIZZATA

La persona affetta da disturbo d'ansia generalizzato è preda di un'ansia persistente, che spesso riguarda piccole cose. Il carattere distintivo di questo disturbo è una preoccupazione cronica, incontrollabile, per qualsiasi genere di circostanza o attività; per esempio, queste persone possono essere costantemente terrorizzate dalla possibilità che a un loro figlio capiti un qualche incidente. Il disturbo è così invasivo da essersi meritato l'appellativo di ansia diffusa.

Sono inoltre frequenti sintomi somatici come sudorazione, vampate di rossore, batticuore, nausea, diarrea, sensazione di freddo, mani appiccicose, bocca secca, nodo alla gola, respiro poco profondo, pollachiuria (aumento della frequenza delle urine). Tutte queste manifestazioni somatiche riflettono l'iperattività del sistema nervoso autonomo che è anche responsabile dell’attivazione dell’ansia. Anche la frequenza del polso e la respirazione possono essere elevate. A volte vengono lamentati disturbi alla muscolatura scheletrica: tensione e dolenzia muscolare, soprattutto nella zona della nuca e delle spalle; tic alle palpebre e in altre parti del corpo; tremori; facile affaticabilità e incapacità a rilassarsi.

Coloro che soffrono di questo disturbo sussultano facilmente e sono agitati e irrequieti; in genere sono apprensivi e spesso si tormentano immaginando qualche disgrazia incombente, come la morte. Molto comuni sono anche l'impazienza, l'irritabilità, gli scoppi d'ira, l'insonnia e la distraibilità, dovuti allo stato di continua tensione che la persona vive.

 


 

GLI ATTACCHI DI PANICO

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Nel disturbo di panico vi è un attacco improvviso, e spesso inspiegabile, caratterizzato da un numero elevato di sintomi: dispnea (difficoltà di respiro, senso di affanno), palpitazioninauseadolore al pettosensazioni di soffocamentoasfissianauseadolore al pettocapogirisudorazionetremori, intensa apprensioneterroresensazione di disastro incombente. Inoltre la persona può essere assalita e sopraffatta da un senso di depersonalizzazione e di derealizzazione. La depersonalizzazione consiste nel percepirsi come distaccati da se stessi e dal proprio corpo; la derealizzazione è costituita invece da un senso di irrealtà del mondo. Altri sintomi frequenti sono la paura di perdere il controllo, di diventare pazzo o persino di morire.

Gli attacchi di panico possono verificarsi di frequente, per esempio una volta alla settimana o persino più spesso; in genere durano qualche minuto, raramente si protraggono per ore; a volte risultano associati a situazioni specifiche, per esempio guidare l'auto, stare sui mezzi pubblici o camminare per strada. Quando sono fortemente associati a fattori scatenanti di tipo situazionale, vengono definiti attacchi di panico causati dalla situazione (o provocati dalla situazione); Infine, gli attacchi possono verificarsi anche in presenza di stati mentali in apparenza benigni, come durante il rilassamento o il sonno, oppure in situazioni in cui paiono essere del tutto ingiustificati; in questi casi si parla di attacchi di panico inaspettati (non provocati).

Gli attacchi di panico sono spesso associati all’agorafobia, cioè un insieme di varie paure che hanno principalmente per oggetto i luoghi pubblici e frequentati, dai quali potrebbe essere difficoltoso allontanarsi o nei quali potrebbe non essere disponibile un aiuto nel caso che l'individuo venga colpito da un attacco di panico. Semplificando molto le cose, si potrebbe riassumere l'agorafobia come la paura di avere un attacco di panico. Sono presenti la paura di andare per negozi a fare compere, la paura di ritrovarsi in mezzo alla folla e quella di viaggiare. Chi soffre di agorafobia prova spesso un forte disagio nell'allontanarsi di casa, e può anche evitare completamente di farlo. In questi casi si parla di disturbo di panico con agorafobia.

 


 

LE FOBIE

La fobia è un comportamento di evitamento mediato dalla paura e in grado di interferire significativamente con le normali attività della persona. La paura puo’ essere scatenata da un oggetto o una persona o un animale, oppure da situazioni specifiche, e l'individuo ne riconosce l'irragionevolezza. Tra le fobie più diffuse sono presenti la paura delle altezze (acrofobia), la paura dei ragni (aracnofobia), la paura dei serpenti (ofidiofobia), la paura del sangue e delle ferite(emofobia), la paura degli spazi chiusi (claustrofobia), la paura dei luoghi pubblici (agorafobia), la paura di essere sepolti vivi (tafofobia) e la paura dei cani (cinofobia).

Esiste inoltre un altro tipo di fobia, quella detta fobia sociale.

Questa fobia, detta anche disturbo d'ansia sociale, è una paura irrazionale e persistente, generalmente collegata alla presenza di altre persone. Questa condizione può essere estremamente debilitante, in quanto chi ne soffre cerca di evitare una particolare situazione in cui potrebbe essere oggetto di valutazione da parte di altri e rivelare segni di ansietà o manifestare un comportamento imbarazzante. Le fobie sociali possono essere di tipo generalizzato o specifico, a seconda delle situazioni temute ed evitate. Le fobie sociali sono piuttosto comuni, con un tasso di prevalenza nell'arco della vita pari all'11% negli uomini e al 15% nelle donne. Il loro esordio è spesso localizzato durante l'adolescenza, quando la consapevolezza sociale e l'interazione con gli altri assumono un'importanza molto maggiore nella vita della persona.

 


 

IL DISTURBO OSSESSIVO COMPULSIVO

Il disturbo ossessivo-compulsivo è un disturbo d'ansia in cui la mente è invasa da pensieri persistenti e incontrollabili, o in cui la persona è spinta irresistibilmente a ripetere di continuo certi atti; ne conseguono un notevole disagio psicologico e una rilevante interferenza con le attività della vita quotidiana. Di solito insorge agli inizi dell'età adulta, spesso in seguito a qualche evento stressante, come una gravidanza, il parto, un conflitto familiare o difficoltà sul lavoro. Il disturbo ossessivo-compulsivo può risultare associato ad altri disturbi d'ansia, in particolare a quello di panico e alle fobie, nonché a vari disturbi di personalità.

Le ossessioni sono pensieri, impulsi, o immagini a carattere invasivo e ripetitivo, che si presentano non voluti alla mente e appaiono irrazionali e incontrollabili all'individuo che li subisce. Se è vero che molti di noi possono avere fugaci esperienze di questo genere, per chi è afflitto da un'ossessione esse possono essere di tale intensità e frequenza da interferire pesantemente con la vita normale. Le ossessioni possono riguardare: le paure di contaminazione che esprimono qualche impulso sessuale o aggressivo, oppure le paure di malattie o contagi, le ossessioni relative all’identità personale (orientamento sessuale, paura di essere dei pervertiti), ossessioni relative alla paura di perdere il controllo, osssesioni relazionali.  Le ossessioni possono presentarsi anche come una forma estrema di dubbio, indecisione e procrastinazione.

Una compulsione è un comportamento ripetitivo o un'azione mentale che la persona si sente costretta ad eseguire per ridurre il disagio causato dai pensieri ossessivi o per scongiurare il verificarsi di una qualche calamità. Tale azione non ha alcun legame realistico con il suo scopo apparente, oppure è chiaramente eccessiva. Spesso la persona che soffre di questo disturbo continua a ripetere sempre la stessa azione perché teme che se mancasse di eseguirla ne deriverebbero conseguenze terribili. La frequenza con cui un'azione compulsiva viene ripetuta può essere elevatissima. Le compulsioni più comuni hanno a che fare con la pulizia o con l'ordine, raggiunti solo in virtù di complicati cerimoniali che possono occupare ore, o persino la maggior parte della giornata; oppure con l'evitamento di determinati oggetti, come il tenersi lontani da tutte le cose marroni; o con pratiche ripetitive e protettive, alle quali il soggetto attribuisce un valore magico, ad esempio contare, pronunciare certi particolari numeri, toccare un talismano o una determinata parte del corpo; o ancora con un controllo continuo, come il ritornare indietro sette o otto volte per verificare di avere eseguito un'azione puntualmente già compiuta (per es. controllare di aver spento luce e gas, o di aver chiuso i rubinetti; di avere serrato bene le finestre e di aver chiuso a chiave la porta).

Spesso il disturbo ossessivo-compulsivo non riguarda solo la persona che ne soffre, ma si riflette in maniera pesante anche sulle persone che vivono vicino al paziente (familiari, figli, amici stretti), che possono essere coinvolte attivamente nei rituali compulsivi o nelle insistenti e pressanti richieste di rassicurazione.


 

ACCAPARRAMENTO COMPULSIVO HOARDING DISPOSOFOBIA

L’accaparramento compulsivo è quel disturbo che impedisce alla persona che ne soffre di buttare via oggetti anche privi di alcun valore imponendogli quindi di conservare tutto accumulando in modo patologico qualunque genere di cosa.

L’accaparramento compulsivo era precedente inserito tra i vari tipi di compulsioni del disturbo ossessivo compulsivo; in seguito all’ultimo aggiornamento del manuale diagnostico è stato scorporato ed è diventato un disturbo a se stante.

Si tratta di un disturbo caratterizzato dall’accumulo continuativo di beni, acquistati o raccolti, e dalla successiva incapacità di eliminarli dai propri spazi vitali (casa, auto, ufficio, ecc…). Nel tempo questo determina il progressivo ingombro di tutti gli spazi disponibili inclusi quelli vitali per cucinare, dormire e lavarsi, provocando in ultimo l’impossibilità a svolgere le normali attività quotidiane. Questo meccanismo comporta spesso rilevanti impatti sulla persona ed i suoi familiari, sia in termini finanziari, sia attraverso una riduzione importante del funzionamento lavorativo e sociale.


 

COSA SI PUO' FARE?

Il trattamento più indicato per i disturbi d'ansia, secondo numerosi studi scientifici, è la terapia cognitivo-comportamentale, talvolta con il supporto di farmaci specifici.

La teoria cognitivo-comportamentale lavora sull' individuazione delle preoccupazioni e delle rimurginazioni che causano i disturbi d'ansia.

Oltre alla ricostruzione storica del disturbo e alla formulazione di obbiettivi terapeutici condivisi tra il paziente e il terapeuta, la terapia cognitivo comportamentale, attraverso tecniche specifiche, permette di mettere in discussione i pensieri disfunzionali e le credenze nocive che mantengono attivo il disturbo d'ansia. Il paziente durante la terapia viene aiutato a gestire i sintomi dell'ansia, attraverso l'esposizione alle situazioni e ai pensieri temuti o evitati, e a prevenire eventuali ricadute che potrebbero ripresentarsi

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