Disturbi del Sonno (Insonnia)

L’INSONNIA: CONOSCIAMOLA PIU’ DA VICINO

Nella società di oggi molti conducono una vita dinamica, attiva, con elevate richieste di prestazioni sul lavoro per esempio, e tante cose da fare a casa e in famiglia…a volte c’è poco tempo per fare sport o rilassarsi, e per alcuni la più grande possibilità di riposarsi e “staccare la spina” è…il sonno!!! Cosa c’è di meglio di una bella dormita per recuperare le energie e ripartire carichi il giorno successivo???

Il sonno è un processo naturale, connaturato alla fisiologia di tutti gli esseri viventi, nonostante ciò per l’uomo dormire non è sempre così automatico.

Esistono diversi tipi di insonnia: alcuni hanno difficoltà ad addormentarsi, magari per un eccessivo senso di tensione fisica o per il ruolo disturbante di pensieri e preoccupazioni sulle attività della giornata successiva (insonnia iniziale), altri si addormentano esausti ma si svegliano ripetutamente nel corso della notte (insonnia di mantenimento), e altri ancora si svegliano al mattino molto presto senza riuscire a prender sonno di nuovo (insonnia terminale), cosa che spesso causa irritazione e ansia.

L’insonnia rappresenta infatti una problematica molto comune presso tutte le fasce d’età, e può causare un peggioramento della qualità della vita, a causa di modificazioni dell’umore, irritabilità, agitazione, ansia, stanchezza durante il giorno, difficoltà di concentrazione e memoria, con conseguente scadimento delle prestazioni lavorative.

Un vissuto frequente presso coloro che convivono con le difficoltà di sonno è la paura che questo possa portare a conseguenze gravi per la salute psico-fisica e soprattutto che, una volta instauratosi, il disturbo sia una condizione difficilmente modificabile con la quale si dovrà fare i conti per tutta la vita.

In realtà questo tipo di pensieri automatici contribuisce al mantenimento dell’insonnia stessa, facendo sì che la persona si avvicini al momento di coricarsi con una certa ansia, correlata a pensieri tipo “Riuscirò ad addormentarmi questa notte? Mi sveglierò più volte o troppo presto?”, oppure “Devo assolutamente dormire, altrimenti domani non riuscirò a fare bene tutto quello che devo fare, lavorerò male, non ce la farò a studiare, gli altri si accorgeranno del mio affaticamento ecc.”.

La teoria cognitivo-comportamentale ha dimostrato che andare a letto con pensieri di questo genere, o con l’idea di potersi “obbligare” a dormire, in realtà aumenta l’attivazione fisica e psichica, cosa che renderà davvero difficile addormentarsi e mantenere il sonno, come in una sorta di “profezia che si auto-avvera”.

Molte persone tentano di porre autonomamente rimedio alla loro problematica d’insonnia con strategie che generalmente si assomigliano tra coloro che fanno fatica a dormire: come ad esempio andare a letto prima, alzarsi più tardi quando possibile, entrambe con lo scopo di aumentare la “possibilità di sonno”, fare sonnellini pomeridiani, nella speranza di recuperare di giorno il sonno perso di notte.

Spesso queste strategie si rivelano inefficaci in quanto finiscono col rinforzare l’insonnia: se un soggetto ha dormito di giorno, di notte non avrà sonno e incontrerà ancora più difficoltà ad addormentarsi; prolungare il tempo trascorso a letto potrebbe far sperimentare alla persona sensazioni sgradevoli, come irritazione e ansia conseguenti al non riuscire ad addormentarsi, rinforzando ulteriormente l’insonnia.

 

CHE COSA SI PUO' FARE?

La terapia Cognitivo-Comportamentale è la più accreditata presso la comunità scientifica internazionale, propone un approccio diagnostico e terapeutico specifico, che secondo le ricerche di settore rappresenta la terapia più efficace dell’insonnia, con un mantenimento nel lungo termine dei risultati positivi conseguiti in terapia.

Il trattamento per l'insonnia lavora sul legame tra pensieri, emozioni e comportamenti riguardanti il sonno. Ha l’obiettivo di aiutare il paziente a ridimensionare timori e preoccupazioni relativi alle conseguenze dell’insonnia sulle prestazioni e sulla salute, migliorare la capacità di gestire l’ansia e l’irritabilità associate all’insonnia, abbassare il livello di attivazione psicofisiologica (ridurre tensione muscolare, tachicardia e altre manifestazioni che possono associarsi all’ansia), modificare le abitudini di sonno del paziente in modo da aiutarlo a creare un contesto che favorisca il sonno.

Recuperare una buona qualità di sonno migliora la qualità della vita; se hai difficoltà ad addormentarti, ti svegli spesso durante la notte o troppo presto al mattino, non pensare che non vi siano soluzioni al tuo problema, o che le soluzioni siano solo farmacologiche: le terapie per l’insonnia esistono.

 

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